Un bel po’ di mondo sulle spalle e una buona dose di esperienze culturali, uniti a una irrefrenabile curiosità che non ha mai posto limiti ai suoi studi, fanno di Claudio Fiorentini un autentico mediatore culturale, un promotore delle arti in grado di abbracciare molteplici punti di vista, di interloquire con differenti opinioni, di comprendere i molti modi e costumi che costituiscono il motore della cultura contemporanea.
La sua opera letteraria è fatta di romanzi, di racconti e di poesia. Otto romanzi, cinque sillogi, una raccolta sotto pseudonimo di Pasquinate e una raccolta di racconti sono ad oggi le sue pubblicazioni, oltre alla presenza in numerose antologie. La sua opera pittorica, o meglio para-pittorica, come lui stesso ama definirla, è una continua ricerca di forme di espressione astratta, attraverso l’utilizzo di materiali poveri e di diversa consistenza tattile. Il tatto è infatti la chiave per comprendere il senso della sua ricerca fisica di equilibri, a partire dalla manipolazione del fondo, che solo quando vengono percepiti trascendono nella pittura con l’ausilio dei pennelli.
“Occorre essere fedeli ai sogni, altrimenti quelli tornano e chiedono il conto”, citando un suo scritto, riassume il suo modus vivendi, che gli ha consentito di mettere insieme vita professionale, vita artistica e vita famigliare.
Nel suo mondo esteso al mondo intero, ha organizzato e partecipato a mostre, incontri ed eventi di fusione delle arti, e si è fatto infaticabile promotore di opere di altri autori attraverso recensioni, presentazioni, rassegne, programmi radio, giurie prestigiose ed eventi di diversa natura.
A Roma collabora con il Centro di promozione culturale Polmone Pulsante ed è vice presidente dell’Associazione Alberoandronico.
Risiede attualmente a Madrid, dove è proprietario del Centro di promozione delle arti e della cultura Captaloona Art e curatore di tutte le attività che vi si svolgono.
Ma non ditelo ai sogni: quelli, si sa, sono pettegoli.

POESIA

Le prime opere poetiche di Claudio Fiorentini nascono in Messico, terra della sua adolescenza. Inizialmente si cimenta con il verso libero e con i sonetti, fino a quando, con il rientro in Italia, approda alla poesia sperimentale, partecipando per quasi dieci anni al movimento chiamato Metasimbolismo, insieme a Francesco Maria Mecarolo e Gabriella Di Francesco. La sua prima pubblicazione, Da comunque Uomo, è una silloge di 33 liriche di ispirazione schiettamente metasimbolica.
Con il tempo i suoi lavori poetici diventano più dialoganti, senza però mai abbandonare gli aspetti mistici o metafisici, propri del Metasimbolismo, insiti nella continua ricerca della profondità del verso. Nel 2010 viene inserito nell’antologia L’evoluzione delle forme poetiche, curata da Ninnj Di Stefano Busà e da Antonio Spagnuolo, e subito dopo pubblica Incauta magia del mentre, libro di poesia e fotografia, nel quale sfumano i caratteri metasimbolici per tornare a una poesia meno sperimentale. Nel 2015 pubblica Grido, inizio di un percorso verso una poesia dialogante che trova il suo apice in Sinfonia, del 2017. Nel 2018 pubblica, con lo pseudonimo di Anonimo Monteverdino, una raccolta di sonetti e pasquinate in dialetto romanesco, satira pungente dall’ironia tipicamente romana con cui prende di mira fatti e personaggi dell’epoca. Nel 2019 pubblica I colori dell’Iride, silloge che prende spunto da un poemetto dove a parlare sono i colori.

NARRATIVA

Dopo vari tentativi di romanzi e raccolte di racconti, Claudio Fiorentini pubblica nel 2002 il suo primo romanzo Ovvero, le porte del mare, definito da alcuni critici “romanzo favolistico”. Nel 2004 pubblica Io parlo Jazz, scritto interamente sotto l’influenza del jazz e che prende spunto da un sogno. Il romanzo è poi diventato, nel 2015, uno spettacolo teatrale. Nel 2007 pubblica Il faro di Bighlise, che narra le vicende di una combriccola di personaggi stralunati che si incontrano al faro per ascoltare discorsi del vecchio guardiano.
Nel 2008 pubblica La stella e la sua luce, diventato successivamente una sceneggiatura cinematografica, dove immagina un agguerrito commando di persone colte che opera senza pietà per sabotare i reality show televisivi. Nel 2011 pubblica Il misterioso caso di via Delia da Gilal-Gulta, un giallo metafisico che concede ampi spazi ad una vera e propria presa in giro della nostra società.
Nel 2012 pubblica Captaloona, forse il suo romanzo più rappresentativo.
Nel 2015 pubblica i racconti Piricotinali col ruspetto, una galleria di storie percorse da un profondo umorismo demenziale. Nel 2016 pubblica Fermata del bus, romanzo breve che prende di mira le manie dell’uomo contemporaneo, trattate con l’umorismo feroce che sempre caratterizza lo stile del Fiorentini narratore.

PITTURA

Fiorentini arriva tardi alla pittura e, come tutte le altre strade percorse, il suo approccio inizia da un sogno. Ma se il sogno è il punto di partenza, la disciplina poetica è l’indicazione del percorso. Sperimentare continuamente e con materiali poveri, cercare con il tatto e poi con il pennello nuove astrazioni, è il segno dell’artista. La ricerca di un equilibrio già nella superficie, dove il tatto traccia il fondo, la materia, dove la mano amalgama carta, colla, sabbia, stucco, pietre, vernice, stoffa e altro, è una parte determinante per la realizzazione dell’opera che, solo se il fondo ha un suo linguaggio, si tinge dello stile personale di Claudio Fiorentini che, essendo un poeta, ama definire le sue opere Poemi Pittorici. I suoi lavori, perlopiù senza titolo, fanno parte di alcune serie: Khaos, Digging into Khaos e Rain of Khaos. Con questa denominazione, tra l’altro evolutiva, il pittore intende trasmettere il senso della sua ricerca, che non può essere chiuso in un titolo.

Turquoise

Turquoise

Sovrapposizioni

Sovrapposizioni

Khaos 4

Khaos 4

NEWSLETTER

Vogliamo tenervi aggiornati sui nostri progetti, sulle nostre attività e sugli eventi in programma, senza disturbarvi troppo: lo spam non rientra nelle nostre abitudini.